“Al di là delle idea, oltre ciò che è giusto , c’è un luogo incontriamoci là”
( M.J.Rumi )
Scopo di questo forum è dare vita ad un dibattito e a un confronto di idee ed esperienze sul tema del disagio lavorativo e delle competenze organizzative, gestionali, manageriali necessarie oggi per avere aziende di successo con risorse umane che vivano il lavoro come uno strumento di autorealizzazione e di soddisfazione, piuttosto che un dovere o un’inutile routine. Il concetto di knowledge worker va proprio in questa direzione. Lavoratori sempre più istruiti, veri e propri operatori della conoscenza manifestano esigenze diverse da quelle del passato.
Quali nuove esigenze da soddisfare e con quali modalità??
Altri spunti di riflessione sui quali confrontarci può offrirli Franco d’Egidio che nel libro “Vitalità d’Impresa” della Sperling & Kupfer editori afferma “il cambiamento del modo di lavorare all’interno delle organizzazioni, nonché la necessità di una maggiore valorizzazione delle risorse umane derivano, oltre che da cause esterne inerenti ai fattori ambientali e competitivi, anche da fattori e forze interni alle imprese stesse …………….. è vero che per alcuni decenni la scienza organizzativa ha riconosciuto la supremazia della struttura sull’uomo, tuttavia questo, più che da convinzioni ideologiche, è dipeso dalla situazione ambientale che le imprese dovevano affrontare. Una situazione ambientale relativamente stabile, caratterizzata da un mercato che richiedeva soprattutto efficienza produttiva e prevedibilità organizzativa. Nel momento in cui simili condizioni sono venute meno, anche la supremazia della struttura sulla variabile umana ha perso una sua ragione d’essere e oggi le convinzioni di Taylor appaiono del tutto inadeguate”
Quali sono ora gli ambiti della scienza organizzativa e quale valenza ha la funzione organizzazione in un tale scenario?
Il mobbing viene considerato come una dimensione del disagio all’interno del contenitore più ampio delle patologie derivanti dal disagio da lavoro. Esistono infatti patologie da mobbing o da burn-out i cui effetti e sintomi sono stati riconosciuti dalla medicina del lavoro, ma esiste anche un disagio diffuso, dove il lavoratore o il gruppo di lavoro non è consapevole del suo stato di malessere, non soffre di disturbi specifici, ma soffre di un “disagio fantasma asintomatico” i cui segnali sono spesso rappresentati dalla diminuita efficienza ed efficacia dell’operato del singolo o del gruppo. La cura in questo caso non può essere quella di mettere in terapia un soggetto o un gruppo ma deve necessariamente essere finalizzata a dare delle risposte di modificazione delle componenti disturbanti la struttura.
Pubblicato da mariagraziadeangelis