Vi siete trovati in situazioni di disagio lavorativo? Se si, quali i motivi?

Potete evidenziare le situazioni di costrittività organizzative più ricorrenti:

  • marginalizzazione dalla attività lavorativa
  • svuotamento delle mansioni
  • mancata assegnazione dei compiti lavorativi con inattività forzate
  • mancata assegnazione degli strumenti di lavoro
  • ripetuti trasferimenti non giustificati
  • prolungata attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto
  • prolungata attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi anche in relazione a eventuali condizioni di handicap psicofisici
  • impedimento sistematico e strutturale ad accesso a notizie
  • inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni inerenti l’ordinaria attività di lavoro.
  • esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative formative di riqualificazione ed aggiornamento professionale
  • esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo
  • altro…..

3 risposte a Vi siete trovati in situazioni di disagio lavorativo? Se si, quali i motivi?

  1. titty scrive:

    sono titty, sono laureata in scienze dell’educazione e mi trovo in una situazione di disagio lavorativo,soprattutto per la crisi,perchè se c’è qualche lavoretto come educatrice a scuola 300euro dalle 9 alle 17 come si può fare per mantenersi le spese,come educatrice non ci sono fondi,perciò stò terminando gli studi con la laurea magistrale in scienze della formazione continua e stò lavorando alla tesi in organizzazione e gestione delle risorse umane,specifico dei processi di ricerca e selezione,per il caso aziendale avrei bisogno di fare un pò di pratica,un pò di stage anche gratuito e di poche settimane,ma niente,pensi un pò come siamo messi in questo paese che oggi non offre più niente ai giovani laureati…

  2. Vanda Servidei scrive:

    Mi chiamo Vanda, sono nata a Roma, che ho lasciato nei primi anni 80′ per andare a vivere negli Stati Uniti. Sono recentemente tornata a vivere a Roma ed ho trovato un serio disagio lavorativo per colpa della discriminazione per l’eta’, cosa che non esiste negli USA dove nel CV non si scrive la data di nascita e sugli annunci di ricerca del personale e’ illegale pubblicare l’eta’ che dovrebbe avere la prospetta candidata. Si parla tanto del problema dell’impiego giovanile e sono molto solidale con questo, ma perche’ non si parla anche del problema che hanno le persone dopo i 40? Personalmente credo che la fascia d’eta’ dai 40 in su viva ancora piu’ drammaticamente questo disagio perche’, a differenza dei giovani, non puo’ contare sul supporto dei genitori. Apriamo nuovi orizzonti lavorativi anche verso i “diversamente” giovani!

  3. Cara Vanda, La invito a partecipare martedì 13 dicembre ad un incontro con tante persone che la pensano esattamente come Lei: troverà tutti i dettagli sul sito http://www.atdal.eu . AISL_O e l’associazione ATDAL Over 40 sono da anni in rapporto di stretta collaborazione sui temi del disagio lavorativo e della tutela dei diritti delle donne e degli over 40 nel mondo del lavoro. La aspettiamo !

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